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Integratori di origine vegetale.

«L’idea di questa giornata di approfondimento nasce dalla constatazione che sul mercato ci sono sempre più prodotti di origine vegetale per diverse finalità». Paola Minghetti, presidente della Società italiana dei farmacisti preparatori (Sifap), introduce così i lavori della giornata di approfondimento tenutasi a Roma sulla qualità, sicurezza ed efficacia dei prodotti di origine vegetale: integratori e medicinali. «Nonostante la normativa sia in continuo sviluppo – aggiunge Minghetti – la reale attività è regolamentata da due organismi: da una parte Aifa, dall’altra il ministero della Salute. L’idea è stata quella di riuscire, in una sede che non fosse né commerciale né di associazioni di categoria, ad approfondire mettendo assieme le diverse componenti». Al centro del dibattito, organizzato dall’Università degli studi di Milano e dall’Afi, sicuramente la dicotomia tra tradizione e innovazione. «Chi fa ricerca – prosegue Minghetti – si scontra spesso con questa problematica, è importante trovare una sorta di normativa ad hoc per questi prodotti tradizionali ad uso innovativo, che permetta di conciliare le due componenti». Opinione comune dei relatori, la mancanza di una normativa europea che regolamenti i prodotti erboristici. L’Italia, tramite i decreti legge del ministero della Salute, tenta di sopperire alla mancanza, ma non è ancora abbastanza. E il direttore dell’Aifa, Luca Pani, mette in guardia dai pericoli di un uso sbagliato di determinate sostanze, sempre di origine vegetale, soprattutto per alcune patologie. «In oncologia, spesso, si eccede nell’uso di integratori, ma non vorrei diventasse solo un'”escape strategy” che fa entrare il malato nel cosiddetto pensiero magico». Nel 2004 con la Direttiva 2004/24/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, è stato introdotto il concetto di medicinale vegetale ad uso tradizionale. Questa direttiva ha lo scopo di poter autorizzare medicinali vegetali per i quali non sono disponibili studi a dimostrazione dell’efficacia terapeutica oppure non è attribuibile un impiego ben noto secondo la prima stesura della Direttiva 2001/83/CE. I prodotti contenenti sostanze o preparati vegetali erano regolamentati solo dalla legislazione per i prodotti alimentari (Direttiva 2002/46/EC- D. Lgs.169/2004 e Regolamento 1924/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari). «L’armonizzazione normativa – spiega Anna Rosa Marra del ministero della Salute – ha portato a considerare la possibilità, in mancanza di Aic secondo la 2001/83, di rilasciare una procedura speciale semplificata per medicinali aventi una lunga tradizione di utilizzo per un tempo sufficientemente lungo (30 anni di cui almeno 15 all’interno della Comunità europea). A questo proposito è stato istituito presso l’Ema, un comitato per i medicinali vegetali ad uso umano (Hmpc) che ha il compito di creare un elenco di tutte le sostanze vegetali utilizzate nei medicinali tradizionali autorizzati ed inoltre ha il compito di redigere delle monografie sulle specie vegetali più utilizzate a scopo medicinale in modo da favorire la registrazione e l’autorizzazione dei medicinali vegetali».

(Fonte: http://www.farmacista33.it)

Autore: Rossella Gemma

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Nobel per la Fisiologia e Medicina

È stato assegnato questa mattina a Stoccolma il premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina. A essere premiati per il 2015 tre scienziati: l’irlandese, William C.Campbell e il giapponese, Satoshi Omura, per le loro scoperte riguardanti una nuova terapia contro le infezioni causate da parassiti; e la scienziata cinese Youyou Tu per le sue ricerche per una nuova terapia anti-malaria, l’artemisinina, un farmaco che ha notevolmente ridotto le morti per la malattia. L’annuncio è stato dato come di consueto al Karolinska Institutet di Stoccolma, da Urban Lendahl, segretario del comitato dei Nobel per la Medicina e la fisiologia.

Campbell e Omura hanno scoperto un medicinale, l’Avermectin, capace di annientare i nematodi, una forma parassitaria che può provocare cecità e filariosi linfatica, tra le malattie parassitarie più devastanti. Youyou Tu ha invece messo a punto l’Artemisinin, in grado di limitare gli effetti della malaria. Questo medicinale è nato da erbe cinesi studiate e utilizzate da oltre 1.500 anni per curare “le febbri” e questo trattamento è un salvavita per milioni di persone in Africa, Asia meridionale e Sud America. La scienziata cinese Tu è la dodicesima donna a ricevere il premio. E’ nata nel 1930 in Cina e dal 2000 è ai vertici dell’Accademia di medicina Tradizionale Cinese. L’irlandese Campbell, nato nel 1930 a Ramelton, ha lavorato in Irlanda e poi si è trasferito negli Usa, dove è professore emerito nella Drew University di Madison, New Jersey, mentre il giapponese Omura, nato nel 1935 nella prefettura di Yamanashi, ha sempre lavorato in Giappone ed è professore emerito nell’università di Kitasato. I candidati a ricevere il riconoscimento erano quest’anno 327, di cui 57 nominati per la prima volta. L’ammontare del premio in denaro è pari a 8 milioni di corone svedesi, quasi 900 mila euro.

(Fonte: http://www.farmacista33.it)

Autore: Marco Melegutti

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Cef: catene sì ma dei farmacisti

All’inaugurazione del nuovo magazzino romano di Cef – il più grande a livello nazionale, con 22.000 metri quadrati di superficie anche se non ancora tutti attivi – i vertici della prima cooperativa di farmacisti hanno ribadito quanto la logistica migliore sia importantissima ma non sufficiente: serve infatti, in questo momento più che mai, una strategia di sistema. «Il nostro mondo sta cambiando in modo rapidissimo», ha spiegato il presidente di Cef Vittorino Losio, «dobbiamo salvaguardare la libertà e l’indipendenza delle nostre aziende. L’ingresso del capitale nella proprietà porterà a uno stravolgimento del sistema, dovremo confrontarci con aziende che sono giganti rispetto a noi. Davide però può vincere contro Golia, ma solo se saremo uniti e forti. Non disperdiamo il fatturato, finanziando chi ha interessi diversi da quelli dei titolari e mira a mettere le mani sulle nostre farmacie».

La cooperativa bresciana, che ha realizzato recenti fusioni in Toscana, Puglia e Lazio, ha oggi 1.680 soci, serve oltre 4.000 farmacie e ha un patrimonio di 84 milioni di euro.

«Cef è oggi la più forte cooperativa di farmacisti, terzo players della distribuzione a livello nazionale dopo Comifar e Unico», ha spiegato il direttore generale Davide Gigola, «con il 9,4 per cento del mercato e un fatturato 2015 stimato in un miliardo e 100 milioni».

Una delle novità presentate a Roma è la concentrazione in due soli reti di farmacie (ora Cef ne ha quattro, con un totale di 1.200 farmacie aderenti). Rimarrà una rete più light, senza vincoli stringenti, quella di FarmaciaINsieme, e una gold, quella di Piùbene, con farmacie totalmente integrate.

«Dobbiamo creare una dorsale della distribuzione farmaceutica, una rete capillare di farmacie associate affiancata a una rete di assistenza primaria, perché il ruolo della farmacia cambia ed evolve», ha spiegato il direttore retail Gianluca Strata. «Standardizzare vuol dire fare business, significa dotarsi di standard di qualità con protocolli di consiglio certificato e campagne di informazione e prevenzione, significa category management centralizzato, promozioni coordinate e sistemi informatici integrati». L’obiettivo? In cinque anni 2.000 farmacie in catena, di cui 500 gold. «Stiamo anche lavorando al progetto di una nuova società, in cui possano confluire farmacie», ci ha raccontato Vittorino Losio, «che possa anche ricevere finanziamenti esterni ma rimanga rigorosamente controllata dai farmacisti».

(Fonte: http://www.farmacista33.it)

Autore: Laura Benfenati

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